Borgotaro - non lasciatevi…modellizzare!!!

Riceviamo e pubblichiamo seppur non siamo in grado di valutare i dati e quindi la veridicità dei concetti espressi nell'intero post;

Siamo le Madri dell’Intuizione. Non abbiamo molto tempo oggi e saremo un po’ sbrigative. Scusate le imprecisioni ma l’importante è capirsi. La modellizzazione cosa buona e giusta, Loro Dovere e fonte di esibita saggezza non è altro che una descrizione, in termini matematici, quindi spesso mediante un’equazione o una funzione matematica, di un fenomeno reale. Come tutte le funzioni matematiche per avere una validità necessita prima di tutto di essere una funzione corretta, e in questo caso si possono utilizzare modelli di validità riconosciuta, poi di dati di input per descrivere le condizioni al contorno ed anche in questo caso si possono utilizzare dati condivisi. Questa che segue, semplificando per i profani, è funzione di più variabili y=f(a1,a2,a3…an, lat, long, x) dove a1,a2…an sono le condizioni al contorno, lat, long sono le coordinate geografiche che esprimono quelle determinate condizioni al contorno ed f il modello, la x invece è la variabile rispetto alla quale si vuole studiare la diffusione. Sappiamo di aver semplificato tantissimo ma senza piroonde o piroette vogliamo solo farci capire dalla gente. Dato che f si può prendere di validità riconosciuta e a1,a2…an sono dati che si potranno ricavare “in accordo” su medie statistiche annuali etc etc., ne risulta che possiamo semplificare moltissimo ed arrivare alla funzione y=F(x) dove y=F(x)= f(a1,a2,a3…an, lat, long, x) che esprime il modello nel solo punto (lat,long) e trascuriamo tutto il resto, dove x è il nostro inquinante. Il problema però sta nei dati di input fondamentali. Cioè ciò di cui vogliamo studiare il comportamento. Noi possiamo inserire dati di input e poi “scalarli” fino a che non abbiamo il valore accettabile F(x) nel punto (lang,long) di interesse. Quindi facendo un esempio, possiamo dire per volere F(x)=5. Sarà facile calcolare il limite da dare a x sarà un tot1 per esprimere nel punto (lang,long) quel 5. Eventualmente si potranno pure cambiare le condizioni al contorno e trasformare F(x) in G(x) ad esempio alzando un camino di emissione. In questo modo per avere G(x)=5 limite da dare a x sarà un tot2. Quindi vi diranno che per avere y=5 si poteva dare a x il limite tot1, oppure vi diranno che dato che la ditta preferisce avere come limite tot2, considerando anche le fasi successive, si impegna alzare di una certa quota la fuoriuscita delle emissioni. Questo non può che essere il risultato. Poi alla fine vi dovrete fidare del fatto che tot1 o tot2 siano rispettati. Ricordatevi che mettendo un ago nel tubo di scappamento di una Volkswagen (tradotto = la macchina del popolo) le emissioni cambiavano, sembra per un software della Bosch. Ecco non facciamoci mettere anche noi popolo (volk) un ago nel …

Tornando ai modelli. Il modello è una funzione e serve per confrontare il risultato di tale funzione con dei limiti. La funzione più semplice è y=f(x)=x cioè la funzione identità. Quella che ti fa prendere un valore e utilizzarlo tal quale. Ebbene nell’AIA questo non sempre succede. Facciamo l’esempio dei limiti della Linea Guida delle Piastrelle qui riportata:
Abbiamo quindi dei limiti rispetto ai quali confrontare la nostra funzione identità. Ebbene i limiti per il Piombo sono 200 kg/anno. I limiti per gli ossidi di azoto NOx sono 100.000 kg/anno. Si dovrebbe quindi utilizzare un x=totPb che rispetti il limite del Piombo y=200 e un x=totNOx che rispetti il limite degli NOx y=100.000. Dato che in questo caso il modello è semplicissimo perché occorre proprio utilizzare la funzione identità y=f(x)=x, l’unica cosa da fare è mettere ancora una volta i dati di input corretti per vedere se rispettano il modello oppure se si ha necessità di “riscalarli”. Ebbene quelli che dovranno controllare il rispetto dei dati di input, ovvero i limiti a camino x = tot1 o x = tot2 che ci siamo dati precedentemente per ottenere il livello desiderato y=5, saranno gli stessi che non hanno saputo usare la funzione più semplice. La funzione identità. Infatti è facilmente dimostrabile che i Flussi di massa inseriti, come dati di input, per confrontarli al valore limite y desiderato non sono corretti. N.B. : si richiede di rientrare di dimostrare di rientrare nei valori soglia delle Linee Guida per il +4% La ditta in fase III è autorizzata ad emettere 271 kg/anno di Piombo ovvero il 35 % oltre il valore soglia di cui alle Linee Guida Piastrelle Sezione I indicate in AIA dall’ARPA stessa e non 108 kg/anno. Questo parametro è gravissimo in quanto rappresenta solo il 5 % in meno della somma di quanto complessivamente autorizzato alle Ceramiche 271 kg/anno di Piombo nei due stabilimenti di Borgo Val di Taro (150 kg/anno) e Borio di Bedonia (135 kg/anno). 271 kg/anno di Piombo corrispondono circa alla somma di quanto emesso nei due stabilimenti Fincuoghi di Borgo Val di Taro e Borio, una quantità molto elevata.
 Inoltre anche i dati sugli NOx risultano completamente indecifrabili!!! Sono si quelli che si trovano nel riepilogo dell’Autorizzazione, ma questi ultimi provengono da un calcolo che sembra valutare solo alcune emissioni. Infatti, visto che i limiti degli NOx sono previsti non solo su atomizzatori, ma anche sui forni ed in realtà anche negli essiccatoi (anche se poi non riusciamo a capire perché non previsti nel piano di monitoraggio), il calcolo corretto sarebbe quindi, considerando tutte le emissioni autorizzate, il seguente:
Oppure volendo considerare le sole emissioni soggette a monitoraggio:
In ogni caso possiamo certamente affermare che per via di un probabile refuso (per il Piombo) e per via di un probabile errore di calcolo (NOx), non ci si è accorti di superare le Linee Guida Piastrelle Sezione I indicate in AIA dall’ARPA stessa di circa il 35 % per il Piombo in terza fase (in una vallata già esposta significativamente in passato), intorno al 50 % in seconda fase per gli NOx e, udite udite, intorno al 130% (± 10% a seconda del calcolo) nella Fase III. Oltre al sostanziosissimo superamento ci sono due cose molto importanti da segnalare. Primo, l’abbaglio generale dato al cittadino che si è andato a leggere la tabella in questione, dandogli l’impressione di ritrovarsi in una situazione conforme a delle Linee Guida di settore, a lui presumibilmente sconosciute, ma che avrà preso giustamente come valido riferimento, mentre nella realtà sotto vi era celata una non conformità esagerata. Non conformità eccessiva dimostrata dalla seconda delle cose importanti da segnalare, ovvero che, come indicato nella tabella di raffronto AIA, l’ARPAE chiedeva rientro del valore di 104000 kg/anno calcolato in Fase III, per soli 4000 kg/anno, quando in realtà si supererebbe di circa 50000 kg/anno già in seconda fase. I calcoli derivano dai limiti riportati in AIA. Vi mettiamo solo due esempi. Se non ci credete, divertitevi. E soprattutto non lasciatevi…modellizzare!!! 
Nella pagina seguente una dedica al nostro paese ed ai nostri figli. Ma anche ai nostri fieri nonni.
Così parlarono Le Madri dell’Intuizione    
2 Giugno 2017 – Festa della Repubblica Valtarese delle Banalità


Un pensiero danzante allo Spirito ritornato fiero del Popolo Valtarese 
“Guardatele arrampicarsi, queste agili scimmie! S’arrampicano una sull’altra e così una trascina l’altra nel fango e nell’abisso. Vogliono arrivare tutte al trono: è la loro follia,-come se sul trono fosse assisa la felicità! Spesso sul trono è assiso il fango – anzi, spesso anche il trono sta sul fango. Folli sono tutti per me e scimmie che si arrampicano e maniaci. Puzza per me è il loro idolo, la fredda bestia: puzzano per me tutti quanti, questi adoratori di idoli. Fratelli miei volete dunque soffocare nell’alito dei vostri musi e delle loro voglie? Fareste meglio a infrangere le finestre e a balzare all’aperto. Fuggite dal cattivo odore! Allontanatevi dall’idolatria dei superflui! Fuggite dal cattivo odore! ” 
Friedrich Wilhelm Nietzsche, 
Così parlò Zarathustra


NB Questo post NON E' OPERA DI VALTARO.TODAY ma di fonte anonima dalla nostra chat a firma di Guest8638  link

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