caso LAMINAM SPA - PETIZIONE

Riceviamo e pubblichiamo; 
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Alla Regione Emilia Romagna
Presidente Dott. Stefano Bonaccini

Al Sindaco Borgo Val di Taro (PR)
Dott. Diego Rossi

Ai Gruppi Consiliari Comune
Borgo Val di Taro (PR)

AUSL Distretto Sanitario
Dott. Gianluca Pirondi

ARPAE Parma
Dott. Eriberto De Munari

Al Dirigente scolastico
Dott. Claudio Setti

Al Comitato “Aria del Borgo”

e p. c. agli Organi di Stampa e di
Informazione


OGGETTO: caso LAMINAM SPA - PETIZIONE / APPELLO; dalla parte dei cittadini, delle famiglie e degli studenti di Borgo Val di Taro (PR) e zone limitrofe, per la tutela della salute individuale e collettiva delle persone e per la tutela della qualità dell'aria e dell'ambiente del territorio montano.

Noi residenti nella Valle del Taro, con particolare e specifico riferimento al paese di BVT (PR) e zone limitrofe, siamo a porre l'accento sulla situazione che si è venuta a creare dopo l'insediamento della Ditta LAMINAM SPA nel quartiere artigianale / industriale sito in Via Brindani a BVT (PR)

PREMESSO CHE

1)             La RER con deliberazione della GR del 12 settembre 2016 n° 1447 e successiva dello 05 ottobre 2016 n° 295, AUTORIZZAVA l'azienda all'avvio dell'attività produttiva e derogava, cioè ESONERAVA, la stessa azienda dalla V.I.A. (valutazione di impatto ambientale); senza tenere conto della situazione che puntualmente si è venuta a creare a BVT in relazione alle forti emissioni odorigene, associate all'emissione di inquinanti in atmosfera, sui quali valori di soglia risulterebbero verifiche in corso;
2)             Causa tali emissioni odorigene si sono verificate molte segnalazioni agli Organismi competenti (AUSL / ARPAE) da parte dei cittadini e dei genitori dei bambini esposti, PER SEGNALARE situazioni di malessere riconducibili a presunti problemi sanitari di una certa entità;
3)             La nostra COSTITUZIONE,  Art. 32 Cap. 1 pone al centro la SALUTE come diritto irrinunciabile, inalienabile ed inviolabile; Art. 9 C. 2 pone al centro i vincoli legati alla tutela paesaggistica (in tutte le sue forme);
4)             I Trattati U.E. ripresi dalla convenzione di Amsterdam 1999, introducono i concetti di
PRECAUZIONE / PREVENZIONE e di CORREZIONE alla FONTE (nel caso di inquinamento o supposto inquinamento ambientale legato alle attività produttive), azioni che debitamente praticate fanno emergere il criterio di “chi inquina paga”;
5)             Il PIANO REGIONALE INTEGRATO 2013 RER sulla QUALITA' DELL'ARIA (tutela e salvaguardia), introduce norme stringenti in merito a -) cap. 9.4 con riferimento alle Attività Produttive; -) cap. 9.4.2. con riferimento agli OBIETTIVI STRATEGICI; -) detta le linee guida a Comuni e Province per la stipula di accordi per il contenimento delle emissioni; -) al cap. 4.1 fissa gli obiettivi di qualità della vita;
6)             La Convenzione di OVIEDO, pone al centro i diritti fondamentali inviolabili dell'uomo,  NON negoziabili;
7)             Nei pressi del sito in cui insiste l'azienda esiste una Scuola, un Ospedale, strutture sportive (palestre e campi da calcio), un centro Commerciale, attività commerciali e artigianali, il Centro abitato di San Rocco, la Stazione Ferroviaria;
8)             I costi economici diretti, indiretti e differiti, anche sanitari, nonché sociali, potrebbero sfuggire al controllo, cioè ricadere sulla collettività, così come in parte già si sta verificando, vedi richiesta di utilizzo CIGS da parte dell'azienda alla RER.

VALUTATO CHE

a) La tutela della salute dei cittadini di ogni età deve essere salvaguardata a prescindere, in particolare per SCONGIURARE la già ipotizzata EMERGENZA SANITARIA, ciò ritenuto che di norma gli effetti delle emissioni odorigene e nocive producono effetti negativi, nel medio e lungo periodo, sui soggetti più deboli della popolazione;
b) La Corte di Cassazione Penale sentenza n° 36905 del 14/09/2015, rileva “il giudizio sull'esistenza e sulla tollerabilità di odori molesti ben può basarsi sulle dichiarazioni rese dai testimoni a condizione che le testimonianze si limitino a riferire quanto effettivamente percepito”;
c) La stessa Corte di Cassazione sez. 3 n° 12019 del 10/02/2015, afferma che il reato di cui art. 674 del Codice Penale è configurabile anche in presenza di “molestie olfattive” provenienti da impianti muniti di autorizzazione; quindi sanziona le molestie olfattive, anche fossero solo quelle, a prescindere, dall'eventuale inquinamento atmosferico; nel caso di specie la Corte ha anche adottato il criterio della “normale tollerabilità” previsto art. 844 del Codice Civile.

TUTTO CIO' PREMESSO (il fine della Petizione / Appello)

-) INOLTRIAMO PUNTUALE RICHIESTA ALLA RER di annullare gli effetti delle delibera n° 1447 del 12/09/2016  e successiva n° 295 dello 05/10/2016; cioè includere la ditta LAMINAM SPA nella procedura di impatto ambientale; in quanto, visto il Decreto 152/2006 – art. 272 del CODICE AMBIENTALE, l'azienda NON RIENTRA / NON RISULTA RIENTRARE nei dettami della parte 5° allegato 4 parte 1, che prevede rientrino in questa fattispecie le attività scarsamente rilevanti.

-) INOLTRIAMO PUNTUALE RICHIESTA AGLI ORGANI DI VIGILANZA COMPETENTI AUSL / ARPAE / RER richiesta di avvio INDAGINE EPIDEMIOLOGICA, utile a verificare le correlazioni tra CAUSA / EFFETTO (per i casi censiti e segnalati) e MALATTIA / INQUINAMENTO.


-) Al fine di agevolare i percorsi richiesti, di cui chiederemo riscontro di volta in volta agli ENTI in indirizzo, suggeriamo l'adozione delle schede TECNICHE DI CONTROLLO DI MISURA DEGLI ODORI e degli INQUINANTI (ARPA sez. Territoriale Bologna Dott.ssa G. Biagi).

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"Il gruppo organizzatore sarà sabato 17 giugno davanti al Conad di Borgotaro per le raccolte firme."

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