Sugli Esiti del Sacro Modello ed i Super Polli.

Vi è stato detto che la modellizzazione nel “Caso 0” (che rappresenta le Emissioni autorizzate e rilievi da autocontrolli-inverno 2016/2017-ovvero semplificando durante la piena attività della ditta) “evidenzia un'emissione odorigena anche 46 volte superiore agli standard di Lombardia e Trentino” . In realtà a noi risulta un superamento inferiore a 3,5 volte, in quanto si deve confrontare  il valore massimo riscontrato ai recettori in termini di Livello 98 percentile peak to mean ovvero 6.9 OU /m3 al ricettore R1 con il limite  fissato dalle Linee Guida citate e non il livello massimo orario di 46.5 OU/m3 in R8, in quanto questo valore non è quello rispetto al quale confrontare con il criterio di accettabilità che poi in R1 non è di 1 OU/m3 ma di 2 OU/m3. Di seguito spieghiamo perché.

La ditta è considerata, come peraltro in tutta la procedura del conseguimento dell’AIA, in modo per noi discutibile, come attività esistente. In questo caso il fatto che sia considerata esistente non cambia i criteri di accettabilità relativamente agli odori ma solamente giustifica il ricorso alla modellizazione ad autorizzazione data (https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/content/download/38537/643565/file/Slides_lineeguida%20(1).pdf) e riassumento introduce le seguenti regole:


-In pratica se il valore di riferimento è superato ai ricettori non vi è alcun ricorso a Sanzioni Penali paventate o pavoneggiate ex art. 674 c.p. ma solamente una Fase 2 di approfondimento ed una successiva Fase 3 che potrebbe portare alla tanto desiderata modifica  dell’A.I.A. della Azienda, che a nostro parere è per lo più desiderabile dalla ditta stessa, che potrà così sistemare delle criticità che ormai in molti hanno ben capito esserci e che, secondo il nostro modesto parere, si ha paura possano essere utilizzate come cuneo per scardinare l’AIA stessa.  L’applicazione di una sanzione penale partendo da un dato di emissione in autocontrollo di una ditta e conseguente modellizzazione lascia poi un po’ il tempo che trova.

Potremo spiegare in successivi “puzzini” il perché abbiamo qualche dubbio sul fatto che vada considerata una attività esistente, ma segnaliamo prima di tutto che la “attività esistente”  è stata pure autorizzate all’'attività di messa in riserva e recupero all'interno del ciclo produttivo di rifiuti speciali non pericolosi di origine ceramica prodotti da terzi con una potenzialità massima di recupero pari a 140 t/giorno. Questa attività, che potrebbe (poniamo la questione) configurarsi anch’essa come attività Insalubre di Classe I ai sensi dell’Allegato Parte I Lettera B)  Punto 100 “Rifiuti solidi e liquami - depositi ed impianti di depurazione, trattamento” del Decreto del Ministero della Sanità 5 settembre 1994, non era stata autorizzata all’attività esistente, né come Fincuoghi prima, né come Kale successivamente. Tale significativo quantitativo di 140 ton/die di rifiuti ceramici (fanghi CER 080202, mescole crude smaltate e non  CER 101201 e le sospensioni acquose da impianti depurazione dell’industria ceramica 080203), in quanto non pericolosi (per definizione), saranno sottoposti a una analisi “in sede di primo conferimento e successivamente ogni due anni, come previsto all’art. 8 c. 4 del DM 5/2/98” da ciascun fornitore e nulla più e anche quando saranno analizzati non verrà cercato quello che ormai può essere presente in tali rifiuti, in particolare nelle mescole crude smaltate CER 101201 che potrebbero anche contenere quantitativi vari dei vari additivi aggiunti agli smalti dei quali abbiamo parlato in http://www.valtaro.today/2017/06/sullodore-di-plastica-bruciata.html , ovvero glicoli, polimeri sintetici etc etc., ma probabilmente solo i tipici parametri che è consuetudine analizzare  per le produzioni di questa tipologia, ma individuate su misura di tecnologie ormai superate.

In ogni caso, ripetiamo, i limiti di accettabilità per esistente e nuova attività, per Le Linee Guida citate sono identici e sono i seguenti:
 Nello specifico per il primo ricettore / potenziale ricettore in area residenziale ovvero R1 di cui allo Studio di Modellizazione proposto, che ha una distanza dalla sorgente compresa fra i 200 e i 500 m (ovvero circa 320 metri in linea d’aria) il limite  è di 2 OU/m3 dove il parametro da valutare per la verifica della conformità è il Livello 98° percentile delle medie orarie su base annuale. Le Linee Guida della Lombardia e della Provincia di Trento prevedono che per la post-elaborazione delle concentrazioni medie orarie derivate dalla modellazione di dispersione si debba procedere come di seguito:
<<…. Omissis … Per calcolare le concentrazioni orarie di picco di odore (valutate sul breve periodo di 5 – 10
minuti) per ciascun punto della griglia contenuta nel dominio Spaziale di simulazione e per ciascuna delle ore
del dominio temporale di simulazione le concentrazioni medie orarie devono essere moltiplicate per un fattore
di conversione, unico ed uniforme, pari a 2,3 (peak-to-mean ratio). … Omissis … >>
Per quanto sopra, il valore L98 perc. peak-to-mean rappresenta un ulteriore coefficiente di sicurezza intrinseco nel modello. Tale valore,  misurato nel recettore R1,  è pari a 6.9 OU/m3. Da qui facendo il rapporto tra  6.9  e 2  si ricaviamo che il superamento è di circa 3.5 volte non 46. Questo è l’effettivo superamento dimostrato dalla modellizazione rispetto a Linee Guida tra l’altro non automaticamente applicabili al caso in esame, in particolare a posteriori. Ma diciamo che in Conferenza dei Servizi si saranno prese a riferimento. In ogni caso da 46 a 3.5 c’è una bella differenza.
Confidiamo che ci sarà ben altro da confutare nelle 50 pagine richiamate nello stesso post ma diciamo che siamo partiti maluccio e volevamo solo segnalare che alcuni link che fanno vedere la professionalità indiscussa di chi ha eseguito la modellizazione, sia del Professore che l’ha firmata, che del Consorzio Polo Tecnologico Magona, che è un Centro di Eccellenza tra i cui soci principali c’è l’Università di Pisa.
Nella pagina precedente abbiamo portato un estratto relativo alle UO/m3 del Modello di Diffusione in oggetto di discussione. Crediamo che il Super Polo di Magona ci ha fatto capire quanto siamo stati Super Polli noi a “lasciarci modellizzare” perché il vero risultato della modellizazione è bello scritto nelle sue conclusioni ovvero:
Lasciando addirittura spazio al triplo dell’emissione (ovvero la Fase 3 con il triplo della produzione), in quanto siamo sicuri la ditta poi  riuscirà a dimostrare di diminuire il 0.73 OU/m3 in modo tale che, triplicando le emissioni dei forni, possa rientrare nel fatidico 2 OU/m3 di accettabilità. In pratica si è permesso alla ditta di “tentare” di dimostrare che “non rechi nocumento alla popolazione” ai sensi art. 216 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie. Bel risultato davvero. Complimenti!
Ci si chiede semmai come mai l’ARPA nell’Allegato 1 all’AIA segnala che nella zona di interesse ”il vento proviene prevalentemente da Nord-Est o da Est-Nord-Est; Per circa ¼ dell’anno l’inversione termica è significativa”  mentre qui sembrano dominanti quelli da direzione opposta SSW , a noi pare esatta quest’ultima ma se non altro è curioso. Anche se semplice da verificare preferiamo evitare di fare cose inutili. Perché l’inutilità, e questo caso lo dimostra, spesso è dannosa. Un'altra cosa che chiediamo di verificare, relativamente al modello, è il perché dello sfasamento tra i livelli massimi orari ed i livelli 98 percentili peak to mean, i primi ad esempio più alti in R8. Ma lo chiediamo e basta, perché non siamo assolutamente in grado di valutarlo, ci sembra solo una cosa interessante da far notare alla gente più esperta, che però sembra perdersi nelle cose più semplici. In ogni caso non ci sembra possibile dalla credibilità dell’Ente che l’ha effettuata che vi possano essere errori di calcolo, certamente delle semplificazioni, tra l’altro dichiarate, ma che se a livello degli odori, potrebbero anche essere interessanti, a livello degli inquinanti il modello ci dice che respiravamo aria fresca.  Bel risultato Modellizzatori.
Se davvero non ve lo aspettavate vi consigliamo di concentrarvi sui principali dati di input, ovvero la Sorgente. Non la calcolatrice, il modello, ma i numeri inseriti per fare i conti, che non sono responsabilità del Consorzio Polo di Magona, ma della ditta che glieli ha forniti, nonché di chi deve controllare che la ditta li rispetti. Chiedete ad esempio ad Arpa i livelli dei SOV dei vari rapporti di prova, almeno di quelli presentati. Perché vengono indicati solo quelli riconosciuti quantitativamente. E gli altri?
In pratica nel report del 19 Maggio https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/parma/Laminam_aggiornamento19_05_17.pdf sul web non sono mai espressi i SOV totali  che saranno o la somma dei quantificati più il totale dei non quantificabili ma semiquantificabili come n-esano, oppure la somma totale (ad esempio espressa come n-esano appunto) con un GC/FID (tipo  UNI EN 12619:2013).

Inoltre vorremmo sapere a che livelli erano i SOV e le aldeidi relativi alle analisi degli odori del case 0, perché si parla (vedasi estratto Tabella 9 dello Studio di Diffusione) di valori desunti da autocontrolli con Emissioni odorigene a livello di 20000 UO/Nm3, livelli circa 10 volte oltre i livelli dichiarati per altre ceramiche che avevano causato problemi analoghi di odori.
Facciamo l’esempio di Rubiera (https://www.arpae.it/cms3/documenti/reggioemilia/Slide_controlli_odori_a_Rubiera.pdf)  dove in conseguenza delle rimostranze della popolazione l’Arpa aveva misurato valori medi di Unità Odorigene medie ai Forni ceramici di 2761 UO/m3 con portate (al Forno E25) di 11400 Nm3/h e circa 11 mg/Nm3 di SOV + aldeidi.

 Nel Case 0 secondo quanto dichiarati nel modello, ci saremmo trovati con una Emissione E13 a 20000 UO/Nm3 con una portata di 228000 Nm3/h !!! OVVERO UNA EMISSIONE CIRCA 14 VOLTE SUPERIORE DI ODORE RISPETTO AD UN FORNO DELLA CERAMICA DI RUBIERA!!!!!!!!!! CON UN SOLO FORNO ACCESO!!!! NELLA FASE 1!!!! E’ TANTISSIMO!!!! MA QUANTI ERANO I SOV CORRISPONDENTI AI TRE CERTIFICATI RDP 3658_04-05-06 CITATI? GLI ODORI SONO PROPORZIONALI AI SOV/ALDEIDI ED ALTRE SOSTANZE ORGANICHE. DIVERSI STUDI MOSTRANO CHE VI E’ CORRELAZIONE LINEARE TRA ODORE E SOV+CARBONILICI, SE ESPRESSI IN SCALA LOGARITMICA. QUANTI ERANO TALI SOSTANZE QUANDO SI SONO MISURATI 20000 UO/Nm3 ???

Riportiamo l’esempio di uno studio, non specifico per ceramiche (https://www.alcoa.com/australia/en/pdf/WAG_AG_AA_Odour_VOC_relationship.pdf) rispetto al quale però vedremo che l’esempio dell’emissione odorigena di Rubiera rientra all’interno del 95% di confidenza per la equazione citata nello stesso documento. Inoltre siamo sicuri che ARPAE avrà la possibilità di mostrarci analoghe relazioni applicate nello specifico alle ceramiche, ad esempio derivanti dagli studi effettuati nel SAD ceramico di Modena e Reggio, ma non solo. Eccola riportata graficamente:
In pratica è facilmente calcolabile dal grafico in esame che per il caso di Rubiera sopra citato, che mostra un Livello di SOV + aldeidi di circa 11 mg/Nm3, che:
Ovvero che per il valore di SOV + aldeidi misurati nell’emissione dei forni della ceramica di Rubiera ci si poteva aspettare un valore di UO/Nm3 tra 368 e 9251 OU/Nm3 (con una media di circa 1850). Tant’è che la media misurata in tal caso nei forni, ovvero 2761 UO/Nm3, rientra perfettamente all’interno dell’intervallo. Quindi diciamo che la formula almeno in un caso, tra l’altro simile, risulta applicabile “a livello di stima” anche per le ceramiche.Ora proviamo a vedere la stessa formula applicata inversamente cosa ci da. Ovvero partendo dal Valore di 20000 UO/m3 dichiarato nel Case 0 vediamo quanti SOV + Aldeidi dovremo aspettarci. Ecco fatto:
Ci dovremmo quindi aspettare valori di VOCS + aldeidi attesi tra 31 mg/Nm3 e 2338 mg/Nm3, con un valore mediano di circa 269 mg/Nm3 ben oltre al limite normativo. In ogni caso anche il valore minimo sarebbe da confrontare con i valori misurati ad oggi dall’ARPAE, che limitatamente ai dati resi ufficiali mostrano meno di 3 mg/Nm3 come somma di SOV + aldeidi, almeno tra quelli quantificati e resi pubblici.
Utilizzando le stesse formule approssimate possiamo poi calcolare i VOCS etc. calcolati partendo dalle unità odorigene misurate o calcolate nelle posizioni più significative, ovvero Sorgente E13, Ricettore R1 con livello L98 perc. più elevato e Ricettore R8 con livello orario massimo calcolato. Tutto computato nel Case 0 come mostrato nella seguente tabella:
*<<…. Omissis … Per calcolare le concentrazioni orarie di picco di odore (valutate sul breve periodo di 5 – 10
minuti) per ciascun punto della griglia contenuta nel dominio Spaziale di simulazione e per ciascuna delle ore
del dominio temporale di simulazione le concentrazioni medie orarie devono essere moltiplicate per un fattore
di conversione, unico ed uniforme, pari a 2,3 (peak-to-mean ratio). … Omissis … >>
La tabella trasforma in VOCs etc stimate i valori di Unità odorigene più significative di cui abbiamo parlato precedentemente. Quello che appare strano, ma non siamo in questo caso in grado di valutare, è che mentre la diluizione in termini di unità odorigene trasformate in VOCs etc per il valore massimo in R8 è di circa 3400 volte e per il livello medio in R1 è di 135000 volte circa, se andiamo a controllare la stessa “diluizione per propagazione” relativamente alle singole sostanze considerate (nell’esempio benzene e formaldeide) per il CASE 1 (che è identico per i SOV al CASE 0 in quanto in ogni caso si considera il livello massimo autorizzato) otteniamo:
Ovvero una diluizione in R8 per il livello massimo orario analoga (circa 460) a quella corrispondente delle Unità odorigene (ma in teoria ciò sembra cozzare con l’andamento logaritimico della proporzione da UO e VOC), mentre per i livelli medi in R1 una diluizione comparabile  a quella dei VOCS stimati e circa 17 volte più alta di quella, secondo noi non confrontabile, delle UO/Nm3 sempre in termini di L98 perc. Appare quindi strano che sui livelli massimi orari la “diluizione per dispersione” delle UO/m3 sia analoga a quella dei singoli inquinanti  in termini di mg/Nm3 (singolare vista la proporzionalità logaritmica sopraccitata), mentre per i livelli medi le corrispondenti “diluizioni per dispersione”  sono confrontabili solo se le UO sono trasformate in mg/Nm3 di VOCs etc., secondo la formula approssimata  sopraccitata.            Non conosciamo il modello. Poniamo quindi solo la questione.
Inoltre siamo sicuri che è ipotizzabile una riduzione degli odori di oltre l’85% (calcolati in termini di flusso di odori al secondo) tra il Case 2 ed il Case 0 per l’inserimento dell’abbattimento a carboni attivi?  Le Linee Guida Ministeriali per il settore ceramico al punto G.2.1 Emissioni gassose citano “L'emissione di SOV dipende dalla natura e dalla quantità degli additivi organici utilizzati, e dalle condizioni operative del forno. Tali emissioni, che possono includere sostanze odorifere (…) (le SOV sono diluite in un'emissione di elevata intensità). In queste condizioni, i livelli tipici di efficienza di abbattimento dei post-combustori termici o catalitici, ed anche degli assorbitori a carboni attivi, sono tali da non prefigurare riduzioni significative in termini assoluti dell'emissione di SOV. In più, non è assicurato l'abbattimento delle sostanze odorifere fino a livelli inferiori rispetto alla soglia olfattiva, per cui il problema odori potrebbe continuare a persistere.
Alla faccia del non efficace. Qui si prefigura una riduzione dell’85%!!!
Esiste poi il problema che alcuni parametri emissivi sono stati considerati a livelli massimi autorizzabili, per altri invece si utilizzati valori limite cautelativi calcolato per arrotondamento in eccesso di dati storici (non si sa quali), perche il limite emettibile secondo la normativa vigente risulterebbe troppo alto rispetto agli stessi. Dato che si vuole verificare se l’Autorizzato è compatibile, non il previsto, i calcoli andrebbero secondo noi eseguiti sul livello massimo consentito. Se alla Ditta un certo livello gli risultava troppo alto, a nostro umile parere doveva chiederlo ridotto in autorizzazione. Inoltre per quanto riguarda gli SOx (per i quali vale tra l’altro quanto indicato precedentemente- ovvero considerarli a 30 mg/Nm3 anziché al limite di 500 mg/Nm3) non sono mostrati i risultati. Per quanto riguarda gli NOx, tra i parametri più importanti da considerare, neppure sono stati considerati nella tabella Tabella 10 scenari di simulazione per l’emissione E13 rispetto ai parametri GAS.
Un’ultima considerazione relativa ai dati di input sulle Sorgenti emissive: La Emissione E13 non è l’unica emissione potenzialmente odorigena della ditta. Esiste infatti l’altra Emissione sulla quale sono da monitorare i SOV (ovvero la Linea di Incollaggio) che  tra l’altro  proprio a Fiorano per Laminam, nello Studio Preliminare è indicata come la principale fonte di odori. Nel documento Installazione di una nuova linea produttiva (L4) ed aumento della capacità produttiva nell'esistente impianto ceramico di Via Ghiarola Nuova n.258, in Comune di Fiorano Modenese(MO) del Giugno 2015 
( http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=332&IDSezione=8317&id=124937) leggiamo infatti: Emissioni di odori - Le emissioni odorigene potenzialmente imputabili all’azienda ed all’incremento produttivo previsto, riguardano la possibile emissione di Sostanze Organiche Volatili durante le lavorazioni di incollaggio degli adesivi. (…) I composti organici aerodispersi sono aspirati da un sistema specificatamente realizzato per il confinamento delle sorgenti di inquinamento odorigeno.”
Inoltre che gli atomizzatori possono emettere solo vapor acqueo è tutto da dimostrare. Vanno considerati infatti, oltre il contenuto naturale di sostanze organiche nelle materie prime, sia gli additivi utilizzati nella produzione dell’atomizzato (tra i quali si potrebbe pure trovare del PAcrNa utilizzato nelle barbottine come disperdente) sia ciò che può derivare dall’utilizzo dei CER 101201, ovvero le mescole crude anche smaltate, nel processo di atomizzazione. L’atomizzatore riduce per messo di aria calda il contenuto di umidità della barbottina dal 35-40% a circa il 4% quasi istantaneamente di acqua istantaneamente quindi la temperatura effettiva all’impatto sarà piuttosto elevata (alcuni atomizzatori arrivano sino a 700°C). L’atomizzatore a che temperatura funziona? Noi non lo sappiamo perché non è dichiarato in nessuno dei documenti che ci è stato possibile visionare. Ma secondo voi se invece della barbottina nebulizzassimo del letame nell’atomizzatore, a parte l’emissione di vapor acqueo, secondo voi la puzza rimarrebbe nell’atomizzato o uscirebbe dall’atomizzatore? Il guano puzza da fresco o da secco?
Ma la cosa che taglia la testa al toro sulla modellizazione è che se avessimo fatto la stessa cosa per la Fincuochi, con i dati di emissione autorizzati per la stessa ed i livelli di portata dei forni vicini a quelli Laminam, sarebbe facile calcolare che, se in I fase per Laminam il risultato medio annuale massimo è di 0.005 mg/Nm3, lo stesso modello mostrerebbe che  Fincuoghi ha emesso valori inferiori a 0.02 mg/Nm3 di Pb come media annuale (con un limite di 0.5 mg/Nm3) e inferiori a quelli ipotizzabili per Laminam in terza fase (dato che è autorizzata a 270 Kg/anno di Pb contro i 150 kg/anno autorizzati è per Finuoghi) quando tutti ci hanno sempre raccontato (da verificare!) che il problema piombo emesso da Fincuoghi è stato invece significativo. 
Così sembra infatti abbia dichiarato informalmente in diverse occasioni personale Ausl. Queste dichiarazioni, tra l’altro a noi riportate, lasciano si il tempo che trovano ma sembra che siano disponibili, agli organi competenti, studi epidemiologici che lo confermano, che noi non siamo riuscite ad ottenere, ma che, se fosse vero, qualcuno che leggerà il presente testo, avrà certamente l’autorità di richiedere. In tal caso non sarebbe stato pertinente valutare l’effetto del bioaccumulo di piombo nel giudicare l’effetto del bioaccumulo di piombo nel giudicare “le condizioni ambientali locali”? In ogni caso per la modellizzazione anche il Pb di Fincuoghi sarebbe stato ben 25 volte al di sotto del limite accettabile come media annuale. Serve allora veramente la Modellizzazione a farci stare tranquilli ed a dimostrare che un impianto è compatibile con la valle?
Ci si chiede poi come sia possibile che gli stessi sostenitori della modellizzazione non si domandino se sia ragionevole, se i valori medi degli inquinanti nella modellizzazione  risultino diluiti di circa 100000 volte sui valori medi (vedi benzene,acetaldeide, acroleina) e di 500 sui valori massimi (vedi formaldeide) ai ricettori più esposti, che loro, che prendono per buono il rispetto dei limiti emissivi e dei controlli a camino effettuati, che sono per formaldeide rispettivamente 5 mg/Nm3 (valore dichiarato nel modello e compatibile con il limite di 20 mg/Nm3 per il totale delle aldeidi) e 0,6 mg/Nm3 (valore massimo pubblicato da ARPAE ad oggi), sono gli stessi che ”hanno fatto girare voci” (o almeno a noi così ci è stato riferito) che hanno segnalato valori medi  ai ricettori, da misure fatte in proprio con strumentazioni forse a carico del comitato,  sui 1.2 mg/Nm3 e 1.5 mg/Nm3 a Giugno, a produzione dimezzata e di gres porcellanato forse solo parzialmente decorato, in ogni caso in periodo di tranquillità relativa.
In pratica il loro Idolo, il Sacro Modello, ci dice che il valore medio di un inquinante è 100000 inferiore di quello che esce da camino, e qualcuno sembra aver rilevato valori alle centraline che triplicano l’emissione misurata da Arpa a camino l’8 Febbraio. Codesti vorrebbero fare le pulci all’Università di Pisa.
Prima di procedere ad attacchi inconsulti ricordiamo che potranno loro essere richieste le contro- controdeduzioni che arriveranno dal tavolo tecnico a risposta delle loro osservazioni.
Riportiamo ora due estratti di quanto già scritto nei precedenti due “puzzini”…eh si proprio per dirvi ve l’avevamo detto:

“Siamo le Madri dell’Intuizione.

La modellizzazione cosa buona e giusta, Loro Dovere e fonte di esibita saggezza non è altro che una descrizione, in termini matematici, quindi spesso mediante un’equazione o una funzione  matematica  di un fenomeno reale. Come tutte le funzioni matematiche per avere una validità necessita prima di tutto di essere una funzione corretta naturalmente, e li diciamo che si possono utilizzare modelli di validità riconosciuta, poi dati di input  per descrivere le condizioni al contorno ed anche qui diciamo che si potranno dati condivisi. (…) Il problema però sta nei dati di input fondamentali. Cioè ciò di cui vogliamo studiare il comportamento(…) vi diranno che per avere y=5 si poteva dare a x il limite tot1, oppure vi diranno che dato che la ditta preferisce avere come limite tot2, considerando anche le fasi successive, si impegna alzare di una certa quota le emissioni. Questo non può che essere il risultato. Poi alla fine vi dovete fidare del fatto che tot1 o tot2 saranno rispettati. Ricordatevi che mettendo un ago nel tubo di scappamento di una Volksvagen (tradotto = la macchina del popolo) le emissioni cambiavano, sembra  per un software della Bosch.

Ecco non facciamoci mettere anche noi popolo (volk) un ago nel …

E soprattutto non lasciatevi…modellizzare!!!

Oppure:
dato che il modello utilizzato sarà certamente solidissimo, siamo sicuri che saranno altrettanto inattaccabili i dati di input relativi al parametro principale di un qualsiasi modello di dispersione, ovvero il quantitativo (e la tipologia) di sostanze disperse in ambiente dalla sorgente stessa?
Facciamo solo un esempio sulla frequenza dei controlli previsti in AIA del 23/09/2107: (…) Sull’Emissione principale il camino del Forno di Cottura E13 In autocontrollo (laboratorio di fiducia della ditta).  le polveri ed il fluoro sono controllati trimestralmente. le emissioni di Pb e NOx sono controllate annualmente  le SOV e le Aldeidi sono controllate semestralmente.   I controlli di ARPAE * solo se necessario. I prelievi a camino per quanto ricavabile dai CRIAER non dovrebbero durare più di 60 min e pertanto i SOV e le Aldeidi dell’Emissione principale E13 saranno misurati in autocontrollo 2 ore/anno ovvero lo 0.025%del tempo sull’attività della ditta (24 h x 330 giorni)                                                                                                                                                                   Qualsiasi modello con tale dato si deve rapportare!” http://www.valtaro.today/2017/06/sullodore-di-plastica-bruciata.html



Così parlarono Le Madri dell'Intuzione                                          26 Giugno 2017 - San Vigilio nato in quel di Trento patria delle Linee Guida





Un pensiero danzante allo Spirito ritornato fiero del Popolo Valtarese



“Guardatele arrampicarsi, queste agili scimmie! S’arrampicano una
sull’altra e così una trascina l’altra nel fango e nell’abisso.
Vogliono arrivare tutte al trono: è la loro follia,-come se sul trono
fosse assisa la felicità!  Spesso sul trono è assiso il fango
– anzi, spesso anche il trono sta sul fango.

Folli sono tutti per me e scimmie che si arrampicano e maniaci.
Puzza per me è il loro idolo, la fredda bestia:
puzzano per me tutti quanti, questi adoratori di idoli.
Fratelli miei volete dunque soffocare nell’alito dei vostri musi e delle loro voglie?
Fareste meglio a infrangere le finestre e a balzare all’aperto.

Fuggite dal cattivo odore! Allontanatevi dall’idolatria dei superflui!

Fuggite dal cattivo odore!




Friedrich Wilhelm Nietzsche, Così parlò Zarathustra


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