Sulla Pigrizia. Tesi Marino for dummies.

Il problema è che sembra la popolazione non si voglia informare di quello che tutti gli addetti ai lavori sanno ovvero che (cfr. http://amsdottorato.unibo.it/89/1/Tesi_Marino.pdf):


“L’emissione di Sostanze Organiche Volatili (SOV) dai forni di cottura delle piastrelle di ceramica è sempre più spesso oggetto di attenzione. Associata all’uso di composti organici nella fase di smaltatura e decorazione (veicoli serigrafici, solventi, fissatori, fluidificanti, etc.) ed a caratteristiche e conduzione dei forni continui correntemente utilizzati, l’emissione di SOV provoca cattivi odori, e può contenere sostanze particolarmente tossiche. (…) In riassunto, gli utilizzi più consistenti di sostanze organiche nella fabbricazione di piastrelle ceramiche sono associati alle operazioni di smaltatura e decorazione, particolarmente collegati alla serigrafia, e consistono principalmente di glicoli o poliglicoli etilenici e propilenici, e di resine o polimeri sintetici usati come additivi chimici per smalti ed inchiostri, con varie funzioni. Concentrazioni apprezzabili di sostanze organiche sono rilevabili nelle emissioni dai forni di cottura di piastrelle ceramiche, ben come è relativamente ampia la gamma di tali sostanze (aldeidi, chetoni, esteri, alcoli, nitroderivati). (6) Alcune analisi (8,11) eseguite sulle emissioni da forni per cottura vetrato e monocottura hanno permesso di evidenziare la presenza di queste sostanze, come mostrato in Tab. 2.1.”
ovvero:

Eccovi solo alcuni esempi  di alcune sostanze utilizzate tra gli additivi serigrafici:
Nelle pagine successive sono riportate tabelle che mostrano quali sono le sostanze generate dai vari additivi serigrafici per trattamento termico (alcuni li potremo trovare tra quelli dichiarati nelle preparazioni come pericolosi, ma come abbiamo già visto alcuni possono essere omessi dalle MSDS perché a freddo non pericolosi non pericolosi). Inoltre viene stabilita, secondo la sopraccitata Tesi di Dottorato di Ingegneria dei Materiali dell’Anno Accademico 2005-2006 dell’Università di Bologna, una classificazione degli additivi secondo la cancerogenicità delle sostanze rilevate nelle emissioni, come avevamo già specificato parlando di glicoli e poliglicoli.

Quindi come si fa ad eludere dalla valutazione di impatto ambientale di una Industria Ceramica lo studio sulla tossicità o cancerogenicità di ciò che risulta dal trattamento termico, nonché dalla combinazione, dei vari additivi utilizzati, i cui componenti troviamo segnalati o meno nello Studio Preliminare del Giugno 2016 e dalle relative integrazioni/allegati (almeno tra quelli liberamente consultabili) a seconda della relativa pericolosità/non pericolosità? Facciamo notare che questo ha notevoli implicazioni anche nella Valutazione del rischio Chimico in Azienda, relativamente all’esposizione dei lavoratori non solo alle sostanze indicate nelle MSDS appunto, ma rispetto a quelle neppure nelle stesse nominate. Non escludiamo che per la sicurezza dei lavoratori ciò sia stato fatto, ma se è stato fatto, perché non se ne trova traccia relativamente alle procedure per ottenimento dell’A.I.A. Inoltre che senso ha parlare di BAT (best available techniques) o migliori tecniche disponibili (MTD) se non si tengono in considerazione studi come quello sopraccitato http://amsdottorato.unibo.it/89/1/Tesi_Marino.pdf) che è una ricerca (…) svolta nell’ambito del progetto “Controllo dell’emissione di sostanze organiche volatili (SOV) e di odori nel processo di cottura delle piastrelle di ceramica”, finanziato dal Ministero per le Attività Produttive nell’ambito del Fondo per l’Innovazione Tecnologica, e ha coinvolto le seguenti aziende: IPEG S.p.A., Hera S.p.A. e Smaltochimica S.r.l. Nello sviluppo del programma generale del progetto, come pure nella conduzione delle attività previste, le aziende si sono avvalse della collaborazione scientifica e tecnica delle seguenti strutture: • Centro Ceramico – Bologna: Centro di Ricerca e Sperimentazione per l'Industria Ceramica; • ARPA ER - Agenzia Regionale Prevenzione e Ambiente dell'Emilia-Romagna - Sez. Provinciale di Modena; • ARS S.r.l. – Analytical Research Systems, azienda nata da competenze universitarie della Facoltà di Chimica di Bologna”?
Che tra l’altro sentenzia “Il controllo delle emissioni da forni ceramici prevede attualmente la verifica delle emissioni di SOV (espresse complessivamente come carbonio organico totale o come somma dei singoli composti organici emessi) e delle aldeidi (espresse come aldeidi totali) così come riportato nelle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera rilasciate dall’ente preposto. I controlli eseguiti da ARPA ormai da diversi anni, ed i risultati conseguiti dalle attività di prelievo ed analisi delle emissioni da forni ceramici, permettono di evidenziare come il 20% circa delle emissioni controllate abbia concentrazioni di SOV superiori al 50% del valore limite previsto.(62) Confrontando i valori di legge (10) con quelli verificati in emissioni, non siamo in generale nelle condizioni di superamento dei limiti, ma in una situazioni che dal punto di vista igienico-sanitario creano comunque inconvenienti non trascurabili. Le sostanze sopra descritte hanno infatti una bassissima soglia olfattiva e provocano irritazioni alla cute, congiuntivite e mucose delle vie aeree.(11) Comunque, un fatto apparentemente inspiegabile, considerando che la cottura ceramica viene effettuata a temperature superiori a 1000°C, sarebbe la presenza di sostanze organiche volatili nelle emissioni gassose, però questo fatto è correlato con il funzionamento in controcorrente fra materiale in cottura e prodotti della combustione della generalità dei forni ceramici (….).Come conseguenza, le sostanze organiche che si decompongono ed evaporano in fase di preriscaldo, miscelandosi ai prodotti della combustione, vengono trascinate dal flusso gassoso verso il camino di emissione, e quindi verso zone più fredde. Queste pertanto, non raggiungono livelli termici necessari per la combustione completa, e sono quindi emesse come tali in atmosfera, determinando appunto il fenomeno della presenza di odori nell’area interessata alla ricaduta dei fumi stessi. Durante il trattamento termico all’interno del forno, le materie prime organiche sono soggette a reazioni che vanno dalla semplice evaporazione, alla dissociazione ossidativa, alla pirolisi, in funzione della complessità della catena costituente le molecole presenti. Il termine pirolisi indica la caratteristica di alcune sostanze di decomporsi a causa della temperatura e questi fenomeni possono essere associati alla combustione. Ad esempio i glicoli ed i poliglicoli iniziano tale decomposizione a temperature superiori ai 250°C. I prodotti gassosi della pirolisi (CO, CO2, H2O, aldeidi, etc.) possono facilmente fuoriuscire dallo strato di smalto ancora incoerente e quindi poroso. Il processo combustivo, a causa dei gradienti di riscaldamento estremamente veloci che si raggiungono nei forni ceramici, forma una serie di composti organici di diversa natura che, per la loro tossicità o per il fatto che hanno odori sgradevoli con soglie di rilevamento olfattivo piccolissime, debbono essere captati o eliminati. L'intensità dell'emissione di SOV dai forni di cottura delle piastrelle di ceramica  non è però tale da giustificare l'adozione di specifiche tecniche di riduzione a valle, come la post-combustione, utilizzate in altri tipi di emissione.(…) Pertanto, la riduzione degli inquinanti alla fonte - che comprende la riformulazione dei prodotti, la progettazione di nuovi processi, l’impiego di nuove materie prime - assume un ruolo ancora più importante, anche perché concilia il processo produttivo con la compatibilità ambientale, nonché con la tutela e salute delle persone e l’ecosistema di riferimento. Così, per rendere compatibile la lavorazione con l’ambiente, è necessario sostituire e/o ridurre l’uso massiccio di prodotti che causano gli inconvenienti con altre materie prime alternative, a basso impatto ambientale”.
Si conclude in pratica che per evitare di dover ricorrere a costosissime tecniche di abbattimento o riduzione “end of pipe” si deve agire sulla  riduzione degli inquinanti alla fonte ovvero sulla riformulazione dei preparati e/o una limitazione d’uso dei prodotti con maggiore impatto ambientale. 
Il problema è che end-of-pipe non era stato previsto nulla di specifico (ai sensi delle BAT di settore) all’abbattimento dei SOV nel Documento autorizzativo A.I.A. del 23/09/2016 e il fatto che, nella richiesta di modifica non sostanziale del 10 Aprile 2017 si configura la necessità di un sistema di abbattimento a carboni attivi per l’Emissione 13 (punto 4.3.4.5 delle BAT) idoneo per i SOV, dimostra che non si era neppure agito per “la riduzione degli inquinanti alla fonte”. E soprattutto ARPAE come poteva essere sicura della riduzione degli inquinanti alla fonte se a parte i glicoli, nulla è dichiarato relativamente alle altre sostanze utilizzate come additivi “impiegati come  granulatori o veicoli serigrafici il cui uso è ultimamente incrementato considerevolmente per effetto dell’aumento delle applicazioni serigrafiche in fase di smaltatura”,  in quanto per lo più non pericolosi - sottolineiamo non pericolosi a freddo, e quindi omesse dalle MSDS nonché dallo  Studio Preliminare del Giugno 2016 e relativo allegato 1 Punto 3 Consumi.
Ma le BAT o le MTD si devono riferire a ciò che effettivamente si può emettere, non sono linee guida di principio. Devono essere calate nella specificità. E questa specificità era nota a tutti, ed in particolare ad ARPAE ed al Centro di Ricerca e Sperimentazione per l'Industria Ceramica, da almeno 11-12 anni (ma come abbiamo già visto alcune specifiche pubblicazioni ne parlavano già quasi 25 anni fa, quando l’utilizzo di additivi  era tra l’altro molto meno spinto).

Facciamo notare inoltre che, sempre a detta del ricercatore, nella precedente tabella 6.71 “La colonna “ totale” riporta la somma delle posizioni in tutte le tre valutazioni e significa, in linee generali, il risultato complessivo dei rischi  associati per ogni additivo. Si possono verificare i migliori ed i peggiori risultati ancora nella Tab. 6.71, che riporta l’ esiti elencati in ordine  decrescente, dal meno al più pericoloso secondo le caratteristiche considerate.

Si può notare che la Acrilammide è l’ additivo che ha presentato il miglior risultato in generale, ed invece il Polivinil Acetato, l’Alcool Polivinilico ed il Dietilen Glicole sono gli additivi più tossici.
Più specificamente per quanto riguarda gli additivi del tipo Glicoli, si sottolinea la considerevole differenza osservata tra il MEG e il DEG del loro grado di pericolosità delle sov in emissione. Il primo, glicole monoetilenico, si riferisce assieme al DPG ai migliori risultati ottenuti tra i glicoli; invece il glicole dietilenico è assolutamente il glicole più pericoloso secondo le caratteristiche in analisi (cancerogenicità, frasi R e TLV). Questo fatto dimostra che la sostituzione del più tradizionale DEG per il MEG (vedi Capitolo 2 – Introduzione) nella composizione dei veicoli serigrafici per motivi tecnologici, seguendo la tendenza tecnologica e produttiva, anche si dimostra particolarmente opportuna d’ accordo con i rischi associati ad essi. D’ altra parte, per quanto riguarda le resine, sono stati ottenuti diametralmente opposti: l’ additivo che trattato termicamente origina l’ emissione relativamente meno pericolosa è l’ acrilammide, e diversamente il PVAc e PVA sono quelli che rappresentano il rischio maggiore. Questa graduatoria è utile per studiare le sostituzioni di additivi e nella progettazione di nuove formulazioni di veicoli serigrafici, sempre con l’ obiettivo di avere un risultato meno impattante e rischioso del prodotto finale. Si sottolinea che si devono considerare questi risultati anche per l’ inquinamento indoor causato per le sov, che potrebbe occorrere durante la fase di decorazione delle piastrelle nella linea di smaltatura e nello stoccaggio delle emulsioni per evaporazione, ed anche nelle fuoriuscite dal forno, per evaporazione e decomposizione degli composti organici in questione.”

Possiamo notare che il DEG che appare significativamente utilizzato nello stabilimento Laminam in oggetto in quanto esistono ben due prodotti:
con 198 ton/anno di consumo previsto in terza fase, che lo contengono in quantità probabilmente rilevanti pur che è noto da oltre 12 anni essere “assolutamente il glicole più pericoloso”. Inoltre non si sa nulla in AIA dei polimeri e delle resine utilizzate nel processo.








La Tesi di dottorato di ricerca conclude:

10. Dalla valutazione della tossicità delle SOV rilevate in emissione derivata dal trattamento termico degli additivi ad alta temperatura, in forno elettrico da laboratorio, si può evidenziare il quanto segue:
10.1. Gli additivi da cui ci sono rilevati i maggiori fattori di emissione di sostanze considerate di gravissima tossicità (cancerogene per l’uomo, cancerogene per l’animale, tossiche per lo sviluppo umano e con pericolo di morte per esposizione prolungata) sono PVA, DEG, PVAc e DES.
10.2. Gli additivi da cui ci sono rilevati i maggiori fattori di emissione di sostanze classificate da frasi di rischio (R) di particolare pericolosità all’uomo e all’ambiente (definite al § 6.3.10) sono il PVA e PVAc.
10.3. Gli additivi da cui ci sono rilevati i maggiori fattori di emissione di sostanze con bassi valori di TLV (< 2 ppm) sono PVAc, DES, DPM, DEG.
10.4. In generale gli additivi che in emissione hanno originato i maggiori fattori di emissione di queste 3 categorie di pericolosità considerate qui, sono PVAc, PVA e DEG. Le migliori performance
sono state rilevate invece per l’ACRM (in assoluto il minor fattori di emissione), DPG e MEG.
10.5. Si sottolinea la tossicità più elevata delle emissioni originate dalle resine e, considerando i glicoli, la considerevole differenza osservata tra MEG e DEG, essendo l’emissione del primo la meno pericolosa.
11. Quanto alla valutazione odorigena delle singole SOV riscontrate nelle emissioni si è notato il ruolo importante delle aldeidi (soglia olfattiva bassissima), e dal diossano/diossolano ed i suoi derivati (odore molto sgradevole). Gli additivi che in emissione ci sono rilevate i più alti fattori di emissione di queste sostanze sono:
11.1. Glicoli: MEG, DEG, PEG 400 e PEG 4000
11.2. Resine: PVA, PVAc e PACR-Na. “

Sugli odori.

Come peraltro già verificato da ARPAE nel caso di studio già citato relativo alla Ceramica  di Rubiera ( https://www.arpae.it/cms3/documenti/reggioemilia/Slide_controlli_odori_a_Rubiera.pdf ), “i derivati del 1.3-diossolano evidenti anche nel campione esterno che si caratterizzano per il loro cattivo odore a causa della combinazione del glicole etilenico, presente come veicolo serigrafico, con se stesso e con aldeidi provenienti dalla degradazione termica delle sostanze organiche costituenti per esempio gli inchiostri ”. Il problema è abbiamo potuto imparare che aldeidi si sviluppano anche dalla degradazione termica dei glicoli stessi, nonché da classi di sostanze organiche non del regno animale o vegetale, ma di origine sintetica, ovvero polimeri o resine sintetiche, in pratica per definizione stessa materie plastiche, presenti certamente ancora una volta nei veicoli serigrafici (non abbiamo potuto appurare se anche negli inchiostri). Se non è zuppa è pan bagnato. Inoltre in più occasioni la stessa ARPAE individua nei derivati dell’1,3 diossolano, la principale fonte di odori, e abbiamo nella presente imparato che tali sostanze si generano in particolare dalla combustione di glicoli e poliglicoli, che non si trovano prevalentemente negli inchiostri (solo 1.47 ton/anno di inchiostri in terza fase nel Progetto Preliminare sono indicati contenenti glicoli), ma nei veicoli serigrafici e nei vari additivi utilizzati per gli smalti (additivi utilizzati nell’ordine di centinaia di tonnellate) e, non si sa perché, indicati nel Studio Preliminare del Giugno 2016 non come additivi, ma come veri e propri smalti. Non si capisce pertanto perché ancora oggi nelle “Linee guida per l’applicazione di materie nuove volte all’ottimizzazione delle rese di abbattimento dell’impianto a carboni attivi con pre-raffreddamento dei fumi” del 28 Aprile 2017, da presentare probabilmente alla successiva  Conferenza dei Servizi, si parla esclusivamente di inchiostri, tra l’altro non indicando in alcun modo né la composizione di quelli in uso (dei quali tra l’altro uno il CIK GL 1118 non ci risulta indicato nello Studio Preliminare del Giugno 2016 e relativo allegato 1 Punto 3 Consumi), né l’effettivo consumo degli stessi. Aggiungiamo che si cita nello stesso documento a pagina 3/9 che:
“Gli inchiostri di prima generazione nel settore ceramico erano caratterizzati da frasi di rischio relative all’uso in reparto, perciò sono stati sostituiti con inchiostri che non hanno nessuna particolare frase di rischio e non presentano odore per l’uso in reparto, a tutto vantaggio della salubrità dell’ambiente di lavoro. Gli inchiostri in uso a Borgotaro sono di questa seconda generazione.” In realtà tale affermazione non è corretta in quanto ben 20 ton/anno di prodotti indicati tra gli inchiostri nel Progetto preliminare risultano tra i pericolosi. Insomma non si è mai precisi. Inoltre ripetiamo nulla troviamo nel progetto preliminare relativamente al CIK GL 1118. Perché?

Inoltre abbiamo compreso che la produzione di sostanze odorigene è accompagnata, per una ricerca che ha visto la collaborazione stessa di ARPAE, dalla “emissione di sostanze considerate di gravissima tossicità (cancerogene per l’uomo, cancerogene per l’animale, tossiche per lo sviluppo umano e con pericolo di morte per esposizione prolungata) (…)di particolare pericolosità all’uomo e all’ambiente “.

Dalla stessa ricerca (Tesi di Dottorato) riportiamo: “uno dei problemi legati all’emissione di SOV da lavorazioni ceramiche oltre al fattore tossicità, è l’impatto odorigeno che alcune emissioni sono imputate di creare nelle vicinanze degli impianti produttivi Come si può notare nella Tab. 6.72, molte delle SOV riscontrate nelle indagini effettuate con gli additivi organici ed con le miscele industriali, sono caratterizzate da soglie olfattive estremamente basse. Tra queste sono presenti molte Aldeidi (acetaldeide, benzaldeide, butirraldeide, propionaldeide, acroleina, crotonaldeide, metacrilaldeide, isobutirraldeide, valeraldeide, formaldeide) ed alcuni COV quali 1,4 diossano, vinile acetato, metil vinil chetone, acido acetico, che hanno evidenziato essere composti dall’odore molto sgradevole. I derivati del 1,3 diossolano sono anche questi caratterizzati da cattivo odore e da concentrazione di soglia olfattiva molto bassa. Nonostante l’effetto combinato di più sostanze presenti contemporaneamente non sia completamente prevedibile, è però ragionevole pensare che le emissioni che presentano i composti citati in precedenza possano essere caratterizzate da odore più o meno intenso e più o meno sgradevole. In particolare ci si può aspettare che i prodotti dai quali si liberano aldeidi, diossano e diossolani siano critici da questo punto di vista. Mentre per le aldeidi è stato visto che tutti i prodotti studiati presentano una emissione di tali composti, comunque in maggiori quantità dalle resine, la situazione è molto più circoscritta per diossano, diossolani e suoi derivati. Esaminando le tabelle relative ai risultati delle indagini (6.32, 6.33) e confrontandoli con i valori di soglia olfattiva riportati alla Tab. 6.72 si nota come questi composti siano perlopiù emessi dai glicoli (MEG – PEG 4000) mentre non ve ne sia traccia nelle resine se non per una presenza marginale di diossano. In ogni modo, gli additivi che hanno originato in emissione le SOV con i più bassi valori di soglia olfattiva, non considerando gli eventuali effetti di sovvraposizione degli odori, sono le resine PVA, PVAc e PAcr-Na (di quali i composti odorigeni principali sono acetaldeide, acroleina,benzaldeide), e da parte dei glicoli, MEG, DEG, PEG 400 e PEG 4000 (1,4 diossano, acetaldeide, derivati diossano e diossolano).”

Con tutte queste informazioni, non riusciamo a capire la dichiarazione (o la semplificazione riportata dal  Comitato L’Aria del Borgo) che “dalla relazione del direttore di ARPAE Parma, Eriberto De Munari, in consiglio comunale” del 28 Febbraio 2017 (http://www.videotaro.it/editoriali_dettagli.php?ideditoriale=5708  che riprende un comunicato de L’Aria del Borgo del 01/03/’17) riporta: Sostanze odorigene: le sostanze che provocano l’odore, ormai tristemente noto a tutti, sono di origine vegetale e non sono le stesse che provocano bruciore a occhi e gola”. Così come risulta inconcepibile la certezza granitica di diverse dichiarazioni di organismi tecnici e istituzionali sulla assoluta non pericolosità delle emissioni e sulle non prevedibili conseguenze sulla salute pubblica. Come se si trattasse tutto di una isteria collettiva ingiustificata e causata solo dagli odori sgradevoli, che comunque in ogni caso andavano evitati. Come inconcepibile che in AIA e nel Studio Preliminare del Giugno 2016 non si faccia nessun cenno alla possibile emissione di sostanze odorigene, se non nel Studio Preliminare stesso, limitatamente alla gestione/stoccaggio dei rifiuti. Ancora più assurdo in quanto il problema degli odori nell’industria ceramica è noto, è in aumento a causa delle nuove tecnologie di stampaggio digitale con macchine rotative.




Così parlarono Le Madri dell’Intuizione              23 Giugno  2017- Il Sacro Cuore delle Madri



Un pensiero danzante allo Spirito ritornato fiero del Popolo Valtarese



“Guardatele arrampicarsi, queste agili scimmie! S’arrampicano una
sull’altra e così una trascina l’altra nel fango e nell’abisso.
Vogliono arrivare tutte al trono: è la loro follia,-come se sul trono
fosse assisa la felicità!  Spesso sul trono è assiso il fango
– anzi, spesso anche il trono sta sul fango.

Folli sono tutti per me e scimmie che si arrampicano e maniaci.
Puzza per me è il loro idolo, la fredda bestia:
puzzano per me tutti quanti, questi adoratori di idoli.
Fratelli miei volete dunque soffocare nell’alito dei vostri musi e delle loro voglie?
Fareste meglio a infrangere le finestre e a balzare all’aperto.

Fuggite dal cattivo odore! Allontanatevi dall’idolatria dei superflui!

Fuggite dal cattivo odore!



Friedrich Wilhelm Nietzsche, Così parlò Zarathustra








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